Ci sono delle esistenze che non si incontrano mai eppure, senza saperlo, fanno parte di un’unica storia. A volte a unirle è qualcosa che scorre lento nel sangue, a volte si tratta di un sentimento o un’emozione cui è impossibile resistere, a volte è invece un luogo a legarle in modo indissolubile. Le vite di Élisabeth, Mario e Margaretha risuonano l’una nell’altra, legate da un identico e sfuggente destino che a distanza di decenni li conduce sulla stessa isola del Mediterraneo: Élisabeth ci arriva nel 2021, alla ricerca di una rara marionetta a forma di uccellino nero scomparsa da una collezione di Bruxelles; Mario sull’isola ci è nato e cresciuto, e nel 1996, a quasi quarant’anni, deve fare i conti con i sensi di colpa per la morte del padre, di cui si crede responsabile; Margaretha invece ci si è trasferita insieme al marito, l’artista Franz Wouters, nella speranza di ricostruire la loro famiglia, non sapendo che in una notte di settembre del 1936 si ritroverà davanti a un ufficiale per denunciarne l’improvvisa scomparsa. Tutti e tre stanno attraversando una crisi – professionale, esistenziale, sentimentale –, tutti e tre stanno cercando ostinatamente delle risposte. Ma la loro ricerca li condurrà a qualcosa di più oscuro, di più profondo, dove i ricordi si confondono con quanto hanno immaginato o sognato, e ciò che sembrava appartenere a una sola vita proietta la propria ombra sulle altre.
Per chi si perde è un romanzo familiare atipico, narrato da tre vite apparentemente non comunicanti, guidate però dalle stesse correnti di esaltazione, rabbia e solitudine. Un racconto di come paure e colpe riescano a oltrepassare le generazioni cambiando forma e significato; ma anche di come i desideri possano sopravvivere a chi li ha desiderati.
Gabriele Sassone (Magenta, 1983) insegna Critical Writing e Storia dell’arte alla naba, Nuova accademia di belle arti. Collabora con il dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Scrive regolarmente per Il Foglio e per diverse riviste culturali. Il Saggiatore ha pubblicato nel 2020 il suo esordio Uccidi l’unicorno, vincitore della XXXVIII edizione del premio Giuseppe Berto.
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