Immaginate di trovare un lavoro. Un’occupazione più o meno stabile – ritirare, trasportare, consegnare pacchi – all’interno di un Gruppo che da trent’anni invia corrieri in giro per il mondo. Ogni missione ha le sue regole e i suoi tempi, c’è una Centrale Operativa che segue ogni spostamento e un Fondatore che ha costruito intorno a questo compito una disciplina, un linguaggio, un’idea di appartenenza. Solo che quello non è un «normale» lavoro di logistica: ciò che state trasportando sono cellule, e dalla loro consegna può dipendere la vita e la morte delle persone.
Questo libro è il racconto in prima persona di una di queste consegne, che conduce la protagonista da Colonia a Salamanca. Giada Ceri ritrae con precisione millimetrica il cono di ansia e le pressioni che avvolgono le sue giornate: un contenitore che non si può perdere di vista, un telefono di servizio che deve restare sempre raggiungibile, una cartella di documenti da far compilare senza errori e un itinerario stabilito al minuto. Ogni passaggio deve infatti avvenire nel momento giusto e ogni ritardo può cambiare ciò che viene dopo, all’interno di una realtà fatta di aeroporti, stazioni, controlli, attese, coincidenze, istruzioni che arrivano da lontano e decisioni che nessuno può prendere se non lei. E mentre la missione procede, le sue domande diventano sempre più difficili da eludere: è un impiego o una vocazione? Fino a dove si può rinunciare alla propria libertà in nome di un bene superiore?
Ispirato a fatti reali, I salvatori è una riflessione sui confini tra lavoro, identità e responsabilità, condotta con un’ironia tesa e tagliente. Giada Ceri interroga il limite tra altruismo e necessità, tra adesione a un ruolo e libertà di scelta, ma la sua è anche un’indagine sul potere delle parole con cui definiamo ciò che facciamo: perché si può eseguire un compito alla perfezione e salvare vite, continuando a non sapere se questo basti a fare di noi dei salvatori.
Giada Ceri (Firenze, 1972), scrittrice e insegnante, ha lavorato in ambito editoriale e sociale, collaborando con organizzazioni del Terzo settore per l’insegnamento dell’italiano a persone migranti e nelle istituzioni penitenziarie. Collabora con il quotidiano Domani e il mensile una città. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Gli imperatori (2016) e La giusta quantità di dolore (2018).
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