La guerra ha sempre significato morte e distruzione. La guerra dilania, smembra, annienta, saccheggia, deflagra, massacra; e questo è tristemente noto. Esiste però un aspetto meno visibile della guerra, capace comunque di produrre sofferenze per molte generazioni: sono gli effetti che provoca per decenni – se non addirittura secoli – sui terreni che coltiviamo, sulle acque che beviamo, sugli animali che ci circondano, sulla vegetazione che ci permette di respirare.
In Guerra e clima Stefania Divertito esplora e racconta l'impatto ambientale a lungo termine dei conflitti e le iniziative messe in campo per affrontarlo e contrastarlo. Il suo è un reportage che attraversa le epoche e i continenti per andare al cuore di una questione da troppo tempo ignorata e nascosta: dalla piana di Verdun, dove il suolo conserva ancora livelli altissimi di arsenico a oltre un secolo dalla Prima guerra mondiale, a Gaza, dove bombe e detriti tossici hanno distrutto il 97% delle colture arboree; dalle foreste del Vietnam, segnate dall'irrorazione dell'«agente arancio», alla pioggia nera caduta su Teheran nel marzo 2026; dalle ricerche che misurano i danni ambientali e climatici dei conflitti all'accusa di «ecocidio» avanzata dalla procura di Kiev, fino ai programmi di bonifica e risarcimento per perseguire un autentico «disarmo climatico» a livello globale.
In un presente segnato da guerre continue, quest’opera affronta quello che sarà uno dei grandi temi del nostro futuro. Guerra e clima è un osservatorio sull’onda lunga delle scelte sciagurate compiute da noi e dai nostri padri, che contiene già in sé la speranza di una resistenza. Perché ciò che ci insegna con le sue cicatrici il nostro pianeta è che nessuna guerra finisce davvero nel momento in cui finisce; l’unico modo per farla finire davvero è impedire che cominci.
Stefania Divertito (Napoli, 1975) è giornalista d’inchiesta specializzata in tematiche ambientali. È stata portavoce del ministro dell’Ambiente Sergio Costa e capo ufficio stampa del ministero dell’Ambiente nei governi Conte I, II e in quello Draghi. È stata premiata nel 2005 come «cronista dell’anno» per la sua inchiesta quinquennale sull’uranio impoverito, nel 2013 ha ricevuto il premio Pasolini per la sua inchiesta sull’amianto e nel 2022 ha ricevuto il premio Eternot di Casale Monferrato per il suo impegno contro l’amianto. Con il Saggiatore ha pubblicato nel 2025 Uccidere la Natura.
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